
Longart, l’arte lunga. L’arte che deforma le dimensioni umane senza però scomporne le proporzioni.
Da qui nasce l’idea dei costumi, dei personaggi e dello spettacolo.
Personaggi dalle espressioni stranite o ingenue, esseri polimorfi, esseri omologati. Personaggi che esprimono senza alcuna intenzione per imitare le immagini e i riti del presente. Personaggi che vagano, ora soli, danzando liberi alla ricerca di un’identità, ora rapiti dalla musica e dal gruppo, come automi meccanici e sincronici, forse inconsapevoli forse sarcastici.
Longart è uno spettacolo di colori e immagini, di danze e salti di energia, di poesie e impeti collettivi, finché tutto trova sfogo in un esilarante can can.
Ecco svanito il tempo delle immagini e dei colori. Lo spettacolo si trasforma negli stili e nelle tecniche per svelare al pubblico i corpi e le essenzialità degli attori e dei loro movimenti.
Sulle linee di un teatro che diventa danza e di uno spettacolo di strada che guarda e imita il circo, un mucchio di corpi e trampoli contorti trasforma la danza in virtuosismi acrobatici.
Sullo sfondo un tango: movimenti intrisi di ricordi e poesie riscoprono la sensualità e il desiderio di mostrarsi al pubblico.